La pompìa (Citrus limon var. pompia Camarda, 2015)[1], in lingua sarda sa pompìa, è una varietà di limone endemica in particolare nel comune di Siniscola.Le prime coltivazioni vennero individuate a metà del '700 a Milis, come attesta una statistica ordinata dal viceré (1760) o come dimostra un saggio sulla biodiversità vegetale e animale della Sardegna, ad opera di Andrea Manca dell'Arca (1780).
Nel luglio del 2015 veniva definita col nomen nudum di Citrus × monstruosa, il quale non era riconosciuto a livello accademico, vista la mancanza di studi approfonditi, dovuti alla sua scarsa diffusione.
Le origini della pompia non sono ancora chiare; la teoria più accreditata è quella che si tratti di un ibrido tra cedro e limone, anche se alcuni studiosi parlano di un ibrido tra cedro e pompelmo. Ciò che è certo è che la pompìa è tra gli agrumi più rari di tutto il mondo: fino a venti anni fa non esisteva che qualche centinaio di alberi nel comune di Siniscola. La rinascita e riscoperta di questo frutto si è avuta alla fine degli anni 90 del secolo scorso, quando a Siniscola si è deciso di impiantare una coltivazione estensiva di pompìa, per un progetto di agricoltura sociale che coinvolge il Comune di Siniscola e il CIM[2].
Nel 2004 è nato a Siniscola il Presidio Slow Food de "sa pompìa" per salvaguardare questo raro esempio di biodiversità, grazie all'unione di cinque produttori che han deciso di sposare e portare avanti questo progetto. Da quell'anno la pompìa partecipa a tutte le manifestazioni slow food come il Salone del gusto, ha partecipato a entrambe le edizioni di Eurogusto a Tours (2009-2011) e nelle maggiori fiere italiane dedicate al cibo e ai prodotti enogastronomici di qualità.
Usato nella preparazione di dolci quali sa pompìa intrea (divenuto nel 2004 anche presidio Slow Food, progetti nati per tutelare i piccoli produttori e per salvare i prodotti artigianali di qualità) e s'arantzata o arantzada, fatta di scorza (solo la buccia) di pompìa caramellata e arricchita da mandorle. Dolce tipico dei matrimoni, si serve rigorosamente su una foglia d'arancio. Si usa anche per preparare liquori e creme liquorose. Uno dei prodotti largamente apprezzato è il liquore di pompìa, che viene servito freddo come digestivo. Recentemente è stata impiegata anche nella produzione di birre artigianali da birrifici e beer firm sardi.
La ricetta della pompìa intrea è tramandata oralmente da secoli e costituisce il bagaglio culturale di molte donne siniscolesi, cioè del territorio sardo in cui la pompìa è maggiormente coltivata. La ricetta può essere preparata a partire da miele millefiori o sciroppo di acqua e zucchero al quale va poi aggiunto il miele.
Il sapore de sa pompìa intrea è tipicamente dolce con un retrogusto amaro.
Ingredienti:
acqua,alcol,bucce di pompia,zucchero,miele
BOTTIGLIA DA 0,20 CL 30 % VOL